Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

mercoledì 31 dicembre 2008

Ho sognato che tu mi sognavi?
Eri lepre quando io ero volpe?
Ora la mia pazza barca è inclinata
Relitto d'amore tra le tue rocce
E tu canti:
"Non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani
Il mio cuore, il mio cuore, è chiuso nella tristezza".



E io sono confusa come una bambina
Inquieta per la marea.
Dovrò restare fra le alte onde?
Dovrò giacere con la Morte, mio Sposo?
Ascoltami, io canto:
"Nuota verso di me, vieni a me, lascia che ti abbracci
sono qui, sono qui, che aspetto di averti".


Margherita Dolcevita, Stefano Benni

martedì 15 luglio 2008

Viaggi

Anch'io
come i pittori
possiedo i miei modelli


Un giorno
ed è già ieri
dalla piattaforma di un autobus
guardavo le donne
scendere per via Amsterdam
D'improvviso attraverso il vetro del tram
ne scoprii una che non avevo veduto salire
Seduta e sola pareva sorridere
E subito mi piacque moltissimo
ma subito
m'accorsi che era mia moglie
Ne fui felice

Prévert

sabato 21 giugno 2008

Un uomo e una donna

Un uomo e una donna
non si sono mai visti
Vivono ben lontani l'uno dall'altra
in diverse città
Un giorno leggono
la stessa pagina in uno stesso libro
nel medesimo tempo
e medesimo secondo
del primo minuto
della loro ultima ora
esattamente.
Jacques Prévert

giovedì 6 marzo 2008

Zitella. Sylvia Plath

E così questa particolare ragazza
In una cerimoniosa passeggiata d'Aprile
Col suo più recete pretendente
Si trovò all'improvviso oltremodo sconvolta
Dalla sfrenata babele degli uccelli,
Da quel mare di foglie.

In preda a questo tumulto, osservava
I gesti del suo innamorato che sbilanciavano l'aria,
E il proprio passo vagante ineguale
In quel solitario rigoglio di felci e fiori,
Giudicava i petali in scompiglio,
E la stagione in generale, sciatta.

Come desiderò allora l'inverno! -
Scrupolosamente austero nel suo ordine
Di bianco e nero
Ghiaccio e roccia, ogni senso nei suoi limiti,
E la gelida disciplina del cuore
Esatta come fiocco di neve.

Ma ecco - un germogliare
Anormale abbastanza da mettere in scompiglio
Le sue regali cinque facoltà -
Un tradimento da non tollerare. Si, impazziscano pure
Gli idioti nel manicomio primavera:
Lei se ne tirò subito fuori.

E mise tutt'intorno alla sua casa
Tale una barricata di spine e impedimenti
Contro quella stagione sediziosa
Che nessun uomo all'assalto potè sperare d'infrangerla
Per anatemi, pugni o terrore
E nemmeno per amore.